Tra i diversi movimenti
frequentati dai credenti
ce n’è uno poco noto/span>
ma che merita un bel voto.
Ve lo voglio presentare
nel sol modo che so fare.
Già il suo nome fa le spese[1]
di esser preso dal francese:
fu ideato sul più bel
dall’ abate Caffarel.[2]
Son l’Equipes de Notre Dame,
che non fan tanta rèclame.
Son l’Equipes un movimento
di metà del novecento,
già presente in tutto il mondo
e davvero assai fecondo
nei confronti degli sposi
più convinti e fiduciosi
di pensare non banale
il legame coniugale.
A tal fine tutti i mesi,
dopo aver gli accordi presi,
fanno insieme una riunione
per scambiar la riflessione
sul cammino coniugale,
se va bene o se va male.
Sia di sera che di giorno
ci troviamo nel soggiorno
di una coppia che ci accoglie
(sia il marito che la moglie)
oltre a un prete,il consigliere,
disponibile a volere
senza schemi o inibizione,
confrontar la vocazione.
Delle Equipes nelle riunioni
non si fanno relazioni:
si comunica e si ascolta;
di attenzione ce n’è molta,
con premura e con rispetto
per le cose che uno ha detto,
e in un clima di preghiera
assai fervida e sincera.
Ci diciamo pur gli eventi[3]
che ci fan tristi o contenti
nel cammino quotidiano,
anche per darsi una mano.
C’è compartecipazione
della propria situazione,
sugl’impegni che al momento
chiesti son dal movimento.
Ogni anno c’è il problema
di dover scegliere il tema
che ci dà un’indicazione
nella nostra riflessione.
Che sia un saggio o un documento,
Vecchio o Nuovo Testamento,
basta che sia funzionale
al cammino coniugale.
Qui qualcuno penserà:
“Parlan solo, questi qua?”
Vi vorrei tranquillizzare:
noi pensiamo anche al mangiare.
Alla fin della riunione,
dopo tanta riflessione,
al chiaror di una lanterna[4]
si fa l’agape fraterna.
Dopo avere condiviso
la tristezza ed il sorriso,
mangiam cibi prelibati,
da ciascuno preparati.
Ma nel nostro movimento
è previsto un altro evento,
un momento peculiare
che vi voglio raccontare.
E’ il dovere di sedersi
che vi spiego in pochi versi.
A ogni coppia viene chiesto
(all’inizio è un po’ indigesto)
di trovarsi a tu per tu
per parlar senza tabu
del rapporto che li unisce
per capir se progredisce
o se ha perso la freschezza
dell’antica giovinezza.[5]
“Nelle Equipes come si entra?”
già qualcuno si tormenta.
Dopo una informazione
per aver la spiegazione
su che cosa è il movimento,
chi dell’E.N.D. sia già contento
può iniziare il pilotaggio
sia a dicembre come a maggio:[6]
è un periodo di prova
di quest’esperienza nuova.
Io non so se a questo punto
queste rime, per l’appunto,
vi abbian reso, cari sposi,
di conoscere, curiosi,
dell’ Equipes il movimento.
Questo era il nostro intento.
Se ci siam riusciti, in tanti
presto, orsù, fatevi avanti!
PAOLO NATALI (BO1)