Le Equipe Notre-Dame (END) sono un movimento di spiritualità cristiana di coppie e di famiglie.
Movimento, inteso come impegno a vivere sempre più pienamente la spiritualità di coppia cristiana in un coordinamento a livello di gruppi a scala locale, nazionale e internazionale.
Di spiritualità, nel senso che il fine delle END è la vita spirituale, cioè animata dallo Spirito e tendente alla santità in una dimensione matrimoniale.
Una spiritualità intesa non certo solo in senso contemplativo. Anzi, il movimento fin dalle origini ha sviluppato una sensibilità per una vita spirituale incarnata nel quotidiano, inserita nei problemi concreti della società contemporanea.
Le END sono nate dalla riflessione di un gruppo di coppie di giovani sposi guidato dall’abbé Caffarel a Parigi negli anni che precedevano l’ultima guerra.
La fondazione del Movimento risale all’8 dicembre 1947, festa dell’Immacolata Concezione (da cui il nome “Notre-Dame”), con l’elaborazione della Carta delle End alla quale negli anni successivi vennero apportate alcune modifiche non sostanziali.
Il movimento si è diffuso progressivamente in ogni parte del mondo. In Italia le prime équipes sono sorte nel 1960. Si sono svolti, con il passare degli anni, diversi raduni internazionali, tra i quali si possono ricordare quelli di Roma del 1959 (con udienza di Papa Giovanni XXIII), del 1970 e 1976 (con udienza di papa Paolo VI) oltre l’incontro del 1979 tra i responsabili del Movimento e papa Giovanni Paolo II.
Una comunità di coppie
Una END è un gruppo di coppie che insieme cercano di vivere cristianamente il loro matrimonio. Da ciò deriva un progetto di ricerca e di approfondimento sul significato cristiano della “persona nella società”. Questo, unito alla volontà di vivere in una fede vera il matrimonio sacramento, fa constatare la necessità di inserirsi in gruppi che diano spazio alla totalità della persona e la stimolino a crescere.
Una END non è una semplice comunità umana, anche se questo aspetto ha grandissimo valore; il suo carattere particolare deriva dalla profonda convinzione di riunirsi “nel nome di Cristo”, di essere vivificata dalla sua presenza.
Essa è costituita da un certo numero di coppie (5-7) e da un sacerdote, che liberamente, si trovano per iniziare a percorrere un cammino di conversione verso la realizzazione del progetto , in una autentica esperienza di Chiesa.
Il sacerdote, che “rende Cristo presente come fondamento della comunità”,(sinodo 1971), aiuterà l’End a non perdere di vista la sua ragione d’essere come comunità cristiana, lasciandosi però coinvolgere nell’esperienza formativa come un coequipier, cercando di far crescere la sua conversione cristiana in mezzo agli altri e anche per mezzo di loro.
Orientamenti e impegni
L’ispirazione fondamentale è quella dell’amore che Cristo ci è venuto a portare. Per tradurre concretamente nella vita e verificare queste aspirazioni le END propongono ai loro membri i seguenti impegni: l’ascolto, l’approfondimento, la verifica della parola di Dio nella vita quotidiana, la meditazione e la preghiera quotidiana fatta personalmente, in coppia e con i figli, con particolare attenzione alla preghiera delle END (il Magnificat);
un dialogo sincero e aperto con il coniuge, da concretizzare, almeno una volta al mese, e una pausa di meditazione a due (dovere di sedersi);
la scelta di un particolare impegno personale o di coppia che aiuti a progredire nella vita cristiana (regola di vita);
la partecipazione a giornate di riflessione e di meditazione (ritiri spirituali e annuali);
la partecipazione ai sacramenti, soprattutto l’Eucarestia celebrata talvolta anche nella comunità, nel piccolo gruppo (eucarestia domestica);
l’impegno nella educazione umana e cristiana dei figli e nel tentare di creare una famiglia aperta agli altri ed ai loro problemi, sensibili ed attenta ai segni dei tempi, pronta all’accoglienza alla ospitalità e alla condivisione anche del pane con i fratelli;
la testimonianza di Cristo e del suo amore impegnandosi là dove ognuno si ritiene più adatto;
l’approfondimento , tra sposi, del tema di studio mensile (scelte dall’equipe) con l’aiuto dei sussidi forniti dal movimento;
la lettura dell’editoriale della Lettera delle End, periodico del Movimento; il versamento ogni anno al Movimento, come quota , del frutto di una giornata di lavoro.
Vita di equipe
La vita di équipe si basa principalmente sulla riunione mensile e sulle varie occasioni offerte dal Movimento per scambiare esperienze e idee; oltre alla riunione mensile si svolgono normalmente, altri incontri periodici chiamati “riunioni di amicizia”.
Il “prendersi a carico”, cioè il portare gli uni i pesi degli altri, la correzione fraterna, l’aiuto reciproco, sia materiale che spirituale, sono punti che devono animare la vita di una equipe.
La riunione mensile, che costituisce il momento forte della vita di una equipe come “comunità di fede”, comprende i seguenti momenti:
il pasto, che rappresenta il momento dell’incontro amichevole e fraterno, ed è occasione di scambio delle esperienze vissute durante il mese. Attraverso questa “messa in comune”, e il dialogo fraterno, le coppie cercano di interpretare i loro problemi alla luce di Dio;
la preghiera comunitaria, che è il centro della riunione, perchè le coppie e il sacerdote si scambiano le loro esperienze nel nome di Cristo e verificano sia sulla parola di Dio che nella loro vita il significato della scelta di fede;
la compartecipazione , che rappresenta il momento della revisione di vita e della verifica di fronte al Signore e ai fratelli, alla luce del Vangelo del mese trascorso; esame dei problemi propri di coppia, familiari, anche in rapporto agli impegni assunti entrando in equipe. E’ il momento penitenziale attraverso il quale ognuno prende coscienza dei propri limiti nel vivere il quotidiano e la fede, e in cui gli altri membri dell’equipe possono aiutare o eventualmente correggere fraternamente in un clima di fiducia e umiltà nel quale ognuno sa di essere capito aiutato, non giudicato;
lo scambio di idee sul tema di studio che si svolge per aiutarsi reciprocamente a prendere coscienza dei problemi della vita coniugale famigliare, sociale ed ecclesiale ed approfondirli. Questa riflessione sul tema di studio fatta in equipe deve essere preceduta da altri due momenti di riflessione uno personale e uno di coppia nel corso del mese.
In Emilia Romagna il Movimento End è presente soltanto dal 1987 con una equipe di Bologna costituitasi grazie all’aiuto nella cosiddetta fase di “pilotaggio” , di una coppia di Siena.
Non abbiamo quindi una lunga esperienza da raccontare ma le prospettive ci sembrano assai promettenti.
Se pensiamo ai tentativi fatti in passato di costruire momenti di incontro tra coppie di sposi uniti dalla fede comune nel Signore, notiamo che questi erano di tono marcatamente spirituale, centrati sulla preghiera e sulla meditazione, guidati per lo più da preti o, all’opposto, di taglio esclusivamente “ricreativo” (vacanze insieme, gite, ecc;)
In un caso e nell’altro mancava sempre la possibilità di uno scambio di esperienza nel quale ogni coppia comunicasse il senso del proprio cammino, con le sue luci e le sue ombre.
Questa comunicazione è assai rara perchè non nasce spontaneamente in quanto da un lato presuppone un dialogo e un confronto niente affatto scontato, all’interno della coppia, tra l’altro richiede un clima e un atteggiamento di ascolto che non è facile creare.
C’e’ imbarazzo, timore di essere giudicati, falso pudore dei propri sentimenti.
Da questo punto di vista gli strumenti metodologici e le regole del Movimento sono un grande aiuto e consentono (lo abbiamo sperimentato personalmente) uno scambio ricco e autentico all’interno della coppia e tra le coppie poi.
Non va nemmeno sottaciuto il fatto che le END sono un movimento laicale, fondato sulla responsabilità degli sposi, nel quale il Sacerdote porta il suo dono spirituale e dottrinale in atteggiamento di fraternità e collaborazione.
D’altro canto, ed anche questo ci sembra un aspetto assai positivo, l’END sono un Movimento spiccatamente ecclesiale nel senso che non si pongono in alternativa o in concorrenza con le strutture ordinarie della Chiesa (diocesi, parrocchie, ecc) ma stimolano i loro membri a un impegno responsabile e attivo proprio all’interno della chiesa locale.
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